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Come avviare un’attività imprenditoriale femminile

“Sono donna e voglio lavorare!” un sano claim di ogni campagna a favore dell’imprenditoria femminile che si rispetti! Una donna oggi ha voglia di fare e di autonomia, di essere indipendente e di impegnare le sue risorse al 100%!

Quale migliore occasione di una attività imprenditoriale da avviare? Voi direte ‘sì, ma come?’, il capitale è quello che è, a maggior ragione oggi le banche non sono più così tanto larghe di maniche, fanno il conto anche dei peli del viso pur di non rischiare soldi. Forse, però, non conoscete il mondo dei prestiti agevolati che si apre alla voglia di fare di chi vuole avviare una nuova attività senza possedere del capitale. Donne fatevi avanti e osate chiedere…

Finanziamenti imprenditoria femminile

Parliamo di un ambito specifico ed importante che si rivolge direttamente a quelle donne che hanno l’ambizione ed il sogno di lavorare in proprio e di avviare una loro attività imprenditoriale.

E’ cambiato il modello sociale proprio a causa di alcuni stravolgimenti nell’economia globale, la disoccupazione è cresciuta toccando soglie molto alte come mai prima d’ora. Chi vuole lavorare, in pratica, non può permettersi questo “lusso”! Inoltre mettiamoci pure che spesso una donna non ha soltanto il lavoro da portare avanti, ma anche la gestione della casa, perché mamma e moglie. Ecco che si complica tutto lasciando intendere che forse mettersi in proprio è l’unica soluzione.

Come avviare una nuova attività imprenditoriale? Chi ne ha seria intenzione, può considerare l’ipoteti di richiedere dei finanziamenti, prestiti Europei erogati dall’Unione Europea, proprio per agevolare il lavoro autonomo delle donne, come avviene anche per i prestiti a fondo perduto, che potete approfondire in questa pagina http://www.prestitisbp.com/prestiti-fondo-perduto-finanziamenti/460/, gestiti in entrambi i casi dalle regioni che ne valutano le richieste e decidono di erogare il prestito a chi ne ha diritto.

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La Legge 215/92 regola i prestiti agevolati per le imprese femminili, disponendo che siano le piccole imprese gestite interamente o per maggioranza da donne ad usufruire delle agevolazioni.

Ponendo il caso delle ditte individuali, il titolare della ditta deve essere una donna, mentre in caso delle società di persone e delle cooperative, la legge stabilisce che la quota minima di soci donne deve essere del 60%.

Per le società di capitali le quote detenute dalle donne devono corrispondere ai 2/3. Inoltre, la stessa legge prevede che per usufruire dei finanziamenti all’imprenditoria femminile, il consiglio di amministrazione debba essere composto di membri donne per almeno i 2/3.

I finanziamenti, di norma, non devono superare il 50% dell’investimento complessivo che si stima necessario per avviare o rilevare una nuova attività. Ma dipende dai casi specifici che variano a seconda del bando pubblicato.

Quali attività si possono finanziare con i prestiti agevolati?

Le attività che si possono finanziare con questi fondi sono:

  • acquisto e locazione di macchinari ed attrezzature
  • realizzazione di opere murarie
  • acquisto di beni usati nel caso si stia procedendo all’acquisto di attività già esistenti
  • acquisto di brevetti, software e altro materiale tecnologico

Come richiedere un finanziamento per imprenditoria femminile?

Come richiedere un prestito per l’imprenditoria femminile? I bandi esposti dalle regioni contengono le direttive previste a seconda del caso. La richiesta deve essere inoltrata mediante un apposito modulo di richiesta agevolazioni dove specificare i dettagli dell’impresa oltre alle finalità dell’investimento.

Nella domanda bisogna inserire i dati principali dell’impresa e quelli degli investimenti da realizzare in fase di avvio e durante i primi anni di attività.